In questi undici anni abbiamo considerato i lavori pubblici non come una semplice somma di cantieri, ma come una delle forme più concrete del governo della città. Intervenire su strade, ponti, scuole, cimiteri, forti, piazze o edifici storici ha significato ogni volta prenderci cura di Venezia e delle sue diverse comunità, tenendo insieme sicurezza, decoro, funzionalità, tutela del patrimonio e qualità della vita.
Ma c’è un punto politico e amministrativo che viene prima di tutto il resto: questi lavori si sono potuti fare perché abbiamo rimesso in ordine i conti del Comune. Senza bilanci solidi, senza una gestione rigorosa delle risorse, senza la capacità di programmare e di spendere con responsabilità, tutto questo non sarebbe stato possibile. I cantieri, gli investimenti, le manutenzioni, i restauri e le nuove opere non nascono per caso: nascono da una scelta precisa di buon governo, che mette al primo posto la serietà amministrativa come condizione per realizzare risultati concreti.
Abbiamo lavorato con un’idea chiara: non esistono opere minori quando incidono sulla vita quotidiana delle persone. Per questo, accanto ai grandi interventi simbolici e strategici, abbiamo portato avanti una manutenzione diffusa e costante, spesso meno visibile ma essenziale: il ripristino di collegamenti, la messa in sicurezza degli edifici pubblici, l’adeguamento antincendio delle scuole, l’accessibilità degli spazi urbani, la cura dei cimiteri, il miglioramento dei servizi igienici pubblici, il recupero di luoghi rimasti a lungo in attesa di una funzione e di un futuro, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi.
Basti pensare alla “chiusura” del buco del Lido e le piantumazioni dei pini marittimi, la riqualificazione, con la pulizia dai rovi, dalle erbacce e dalla spazzatura delle parti comuni dell’Arsenale, al recupero dal degrado di Forte Marghera, ai tanti interventi di riordino delle aiuole abbellite con tanti fiori in ogni luogo delle “Città di Venezia”, alle potature diffuse, alla chiusura delle buche e agli asfalti, mai fatti così tanti, nelle strade laterali delle vie pubbliche.
A Venezia, più che altrove, i lavori pubblici richiedono visione, pazienza e responsabilità. Significa operare in un territorio fragile e complesso, dove ogni intervento deve rispettare la storia, confrontarsi con vincoli monumentali e ambientali e, nello stesso tempo, rispondere ai bisogni di una città viva, che vuole continuare a essere abitata, attraversata, utilizzata. In questo senso abbiamo scelto di non limitarci all’emergenza o all’intervento occasionale, ma di costruire un metodo: programmare, trovare le risorse, seguire i cantieri, verificare i risultati, mettere a sistema manutenzione ordinaria e trasformazioni strategiche.
Le risorse stanziate in questi anni raccontano la dimensione di questo impegno, ma non bastano da sole a spiegarne il significato. Dietro ogni cifra ci sono luoghi restituiti, funzioni recuperate, problemi risolti, opportunità create. C’è una città che ricuce le proprie parti, che rimette ordine dove per troppo tempo si era accumulato ritardo, che investe sul patrimonio senza trasformarlo in una cartolina immobile e che prova a lasciare in eredità infrastrutture più sicure, spazi pubblici migliori e una maggiore capacità di affrontare il futuro.
2014 / 2026
LAVORI COMPLETATI 2015-2025 PER
LAVORI IN CORSO PER
TOTALE LAVORI PUBBLICI