Nota del Sindaco: Forse sono facilitato dalla mia formazione in Architettura, ma come Sindaco ho voluto cambiare radicalmente approccio: l’urbanistica non è più un esercizio tecnocratico lontano dalla realtà, è una scelta politica che mette al centro la persona e la qualità della vita. Abbiamo scelto di superare un’urbanistica “per retini”, fatta di schemi standardizzati e di espansioni indifferenziate, per orientarci verso una pianificazione per luoghi strutturati, in rapporto ai contesti urbani, agli assi della mobilità, ai poli funzionali, alle dotazioni di servizi.
Quando parlo di sviluppo e investimenti a Venezia, non penso a metri cubi da riempire ma a persone che lavorano, quartieri, funzioni, opportunità concrete di vita. Venezia si progetta a partire dai luoghi reali, dalle relazioni che li attraversano, dalle responsabilità che ci prendiamo nei confronti di chi qui vive, lavora, studia e cresce.
Questo significa, prima di tutto, puntare sul recupero e sulla rigenerazione dell’esistente: riuso, modernizzazione, efficientamento energetico, innovazione tecnologica, superamento delle barriere architettoniche, attenzione al paesaggio urbano. Ogni intervento deve portare un vantaggio concreto alla città e all’Amministrazione, riducendo il consumo di nuovo suolo rispetto alle vecchie pianificazioni urbanistiche e concentrando le trasformazioni nelle parti consolidate del territorio. È una scelta di sostenibilità ambientale, ma anche di serietà amministrativa: meno sprechi, più qualità, più servizi.
In questa visione si inseriscono i grandi progetti strategici che abbiamo promosso e difeso con convinzione. Il Bosco dello Sport, nel quadrante di Tessera, è l’esempio di come un’area pensata in passato per grandi superfici commerciali possa diventare un grande parco pubblico dello sport e del tempo libero, con impianti moderni, collegati alle principali infrastrutture, a servizio di tutta la Città Metropolitana e delle giovani generazioni. Allo stesso modo, interventi complessi e discussi come la torre di Viale San Marco o l’ex Umberto I dimostrano che è possibile riqualificare aree abbandonate e inquinate, facendo fare al privato la bonifica, garantendo standard di verde e portando nuovi servizi e residenze in quartieri che avevano bisogno di essere ricuciti e valorizzati. Non mancano gli interventi al Lido, come il recupero dell’ex Ospedale al Mare, piuttosto che la promozione di Porto Marghera quale hub di sviluppo e riconversione green delle attività produttive.
Il filo rosso è uno solo: ogni progetto deve tenere insieme interesse pubblico e iniziativa privata, dentro regole chiare e trasparenti. Il nostro metodo di lavoro passa dal confronto con le Municipalità, dal dibattito nelle Commissioni – e l’urbanistica è di gran lunga quella più convocata – fino al voto finale in Consiglio Comunale. La responsabilità delle scelte rimane politica, non delegata solo agli uffici tecnici: io ci metto la faccia, insieme alla mia maggioranza, davanti a ogni cittadino, spiegando che cosa si fa, dove, come e perché.
In Consiglio Comunale, dove tutti possono vedere e controllare, la mia Amministrazione ha approvato progetti chiari e trasparenti, progetti reali rappresentati anche tridimensionalmente, non dei segni sopra una mappa, non i famosi “retini”, indici e sigle della vecchia urbanistica, che poi lasciava discrezionalità al progetto vero e proprio che veniva visto alla fine solo dai tecnici senza trasparenza collettiva.
Il modello che abbiamo portato è quello più difficile della trasparenza delle intenzioni, della forza della verità che solo il progetto può consentire, sapendo perfettamente che è stato un percorso più complicato politicamente, ma poi si rivela molto più efficace nei risultati reali. Si discute con tutti, si accendono molto di più i fari delle proteste e delle critiche, ma poi, una volta approvato, si fa quello che si è deciso e votato, senza nulla di diverso e senza sorprese. In questo modo il Consiglio Comunale, che è sovrano in una Città, può già sapere quanti sono con precisione i vantaggi pubblici, tra cui anche tutti gli oneri economici e urbanistici, diretti e indiretti, che entrano nelle casse o nel patrimonio del Comune.
Altre grandi città italiane hanno scelto modelli diversi. Io rivendico per Venezia una strada alternativa: sviluppo sì, ma guidato da una visione, da un’assunzione chiara di responsabilità e da un patto con la comunità. La città che vogliamo costruire con questi investimenti è bella, sostenibile, connessa e abitabile, capace di attrarre talenti e imprese senza perdere la sua anima. Venezia ha una storia millenaria, ma il nostro compito è farne, ogni giorno, la più antica città del futuro, anche attraverso le scelte di sviluppo e di investimento che abbiamo il coraggio di compiere oggi.
Situazione 2014 / 2015
Situazione 2025 / 2026
ATTIVITÀ PRESENTI NELL’AREA DI PORTO MARGHERA
ATTIVITÀ PRESENTI NELL’AREA DI PORTO MARGHERA
TASSO DI OCCUPAZIONE
TASSO DI OCCUPAZIONE
TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (15-29 ANNI)
TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (15-29 ANNI)
MOVIMENTATI NEL PORTO DI VENEZIA
MOVIMENTATI NEL PORTO DI VENEZIA
UNITÀ IMMOBILIARI RAGGIUNTE DA FIBRA OTTICA FTTH
UNITÀ IMMOBILIARI RAGGIUNTE DA FIBRA OTTICA FTTH
SUOLO EDIFICABILE PREVISTO DAL PIANO REGOLATORE
SUOLO EDIFICABILE PREVISTO DAL PIANO REGOLATORE