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Venezia Metropolitana

Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro dal 2015 al 2026 è anche Sindaco della Città metropolitana di Venezia. Bilancio di mandato. Oltre la vecchia Provincia: abbiamo risanato i conti e azzerato il debito, creando una rete metropolitana di servizi e infrastrutture che unisce i Comuni in una strategia di crescita comune.

La Città metropolitana, quando abbiamo iniziato questo percorso, era un ente nuovo, tutto da costruire non solo nelle regole, ma soprattutto nel senso politico e amministrativo. La Legge Delrio, infatti, dal 2014 aveva affidato l’incarico di Sindaco metropolitano automaticamente al Sindaco del capoluogo. Abbiamo interpretato questo passaggio non come un semplice cambio di nome rispetto alla vecchia Provincia, ma come l’occasione per dare forma a un livello di governo più adatto alla realtà in cui già viviamo: una comunità ampia, fatta di Comuni diversi ma interconnessi, di reti infrastrutturali, scuole, servizi, mobilità, sicurezza, cultura e territori che non possono più essere letti separatamente.

Per quello che la Legge Delrio consentiva, abbiamo lavorato per trasformare la Città metropolitana in uno strumento concreto, utile ai cittadini e vicino ai sindaci. Per farlo siamo partiti dalle fondamenta: il primo Consiglio metropolitano, la Conferenza dei sindaci, il nuovo Statuto, il Piano strategico, il risanamento dei conti, la riorganizzazione della macchina amministrativa. Dentro questo lavoro c’è stata una scelta decisiva, che ha dato credibilità a tutto il resto: portare il debito a zero. Non è stato un risultato solo contabile, ma un atto di responsabilità istituzionale, perché rimettere in ordine i bilanci ha significato liberare risorse, rafforzare la capacità di investimento e restituire solidità a un ente che doveva dimostrare subito di essere affidabile, soprattutto in periodi difficili dove le entrate non erano certe e sicure e andava ristrutturato completamente.

Va senz’altro ricordato come la legge istitutiva della Città metropolitana (Legge Delrio) non dia né grandi sicurezze di introiti né di particolari poteri. Non solo, prevede la gratuità di tutti gli incarichi politici, poiché eletti con votazioni di secondo livello. Più precisamente, nel consiglio metropolitano possono votare e possono essere eletti solo persone che sono già componenti o sindaci di altri Comuni. Di fatto, la classe politica metropolitana viene ristorata dai vari comuni di appartenenza, chiedendo ai consiglieri e sindaci già eletti un doppio incarico. È abbastanza evidente che bisogna correggere la legge e dare più risorse e autonomia finanziaria certa a questo Ente.

Su questa base abbiamo potuto esercitare fino in fondo una funzione di coordinamento e di supporto ai Sindaci e ai territori, anche nella ricerca delle risorse europee, ministeriali e regionali. Abbiamo lavorato per intercettare fondi, costruire progettualità credibili, accompagnare i Comuni e distribuire le opportunità in modo proporzionato, tenendo conto dei bisogni e delle caratteristiche delle diverse aree del territorio metropolitano. Anche questo è stato un modo concreto di interpretare la nostra missione: non accentrare, ma mettere in rete; non sostituirsi ai Comuni, ma aiutarli a crescere dentro una strategia comune.

In questi anni abbiamo dato sostanza a questa visione attraverso le funzioni più concrete e più visibili: la manutenzione e la sicurezza della rete viaria, i percorsi ciclopedonali, le rotatorie, il telecontrollo degli impianti, l’edilizia scolastica, le nuove palestre, la Protezione Civile metropolitana, i servizi digitali condivisi, l’Avvocatura civica a supporto dei Comuni, la valorizzazione dei beni culturali e delle iniziative sportive e formative diffuse sul territorio. Abbiamo cercato di dimostrare, con i fatti, che la dimensione metropolitana non è un’astrazione istituzionale, ma una scala necessaria per affrontare problemi complessi e costruire opportunità più grandi.

La mia idea di area metropolitana futura, inoltre, non si ferma ai confini amministrativi disegnati dalla legge. Ho sempre guardato a una dimensione più ampia, capace di tenere insieme Venezia, Padova e Treviso come un unico spazio di relazioni, mobilità, lavoro, studio, servizi e sviluppo. È una visione che parte dalla realtà vissuta ogni giorno dai cittadini e che chiede alla politica un salto di scala, più coraggio e più capacità di governo. La sfida, in fondo, è sempre stata questa: tenere insieme identità diverse dentro una visione comune, fare dei campanili non dei muri ma nodi di una rete, rafforzare i servizi senza cancellare le autonomie, aiutare i territori a sentirsi meno periferia e più parte di un sistema. È qui che abbiamo provato a dare un senso pieno alla Venezia metropolitana: non soltanto come ente, ma come metodo di governo, come infrastruttura pubblica e come idea di futuro.

Nota del Sindaco: Anche questo “lavoro” l’ho svolto con passione e trasporto, in modo totalmente gratuito. Lavorare per il bene dei 44 Comuni, dei rispettivi Sindaci e di tutte le relative comunità è stato un grande onore. Chissà che in futuro non si possa immaginare un Ente unico che possa fondere la Città metropolitana di Venezia con le Province di Padova e Treviso, con un unico Sindaco metropolitano ed un Consiglio metropolitano eletti direttamente dai cittadini. La Conferenza metropolitana, invece, quella che approva le linee strategiche ed il bilancio, dovrebbe riunire tutti i Sindaci: 44 per Venezia, 101 per Padova, 94 per Treviso. Spero vi siano interlocutori aperti a questa visione e, ovviamente, bisognerà aprire un grande dibattito pubblico su questo tema e sentire le varie componenti della società civile, dei territori, delle categorie economiche e sociali, dei Sindaci stessi, anche dei singoli cittadini. La Confindustria territoriale ha già dato l’esempio fondendo, in Veneto Est, le unioni di Venezia, Rovigo, Padova e Treviso, diventando la seconda in Italia per dimensioni. Si tratta di un percorso difficile, ma coraggioso. Credo fermamente che questa strada vada percorsa con convinzione. Diventeremo così una Città metropolitana con più di 2 milioni di abitanti, in grado di competere, in efficienza e attrattività, con le altre grandi città europee.

Cosa ho trovato

Situazione 2014 / 2015

Cosa lascio

Situazione 2025 / 2026

Milioni di €
45 ,65

DEBITI DI FINANZIAMENTO

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Milioni di €
45

DEBITI DI FINANZIAMENTO

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424

PATRIMONIO NETTO

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Milioni di €
424

PATRIMONIO NETTO

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FONDO CASSA

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FONDO CASSA

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PISTE CICLABILI

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190

PISTE CICLABILI

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ENTI CONVENZIONATI STAZIONE UNICA APPALTANTE

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ENTI CONVENZIONATI STAZIONE UNICA APPALTANTE

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NUOVE PALESTRE

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NUOVE PALESTRE

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VOUCHER 6 SPORT

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VOUCHER 6 SPORT

23 %

POPOLAZIONE SCOLASTICA CON CPI

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23 %

POPOLAZIONE SCOLASTICA CON CPI

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GIORNI NECESSARI AL PAGAMENTO DELLE FATTURE

- 0 ,6%
14 ,9

GIORNI NECESSARI AL PAGAMENTO DELLE FATTURE

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11.1

Un nuovo ente

11.2

Bilancio e organizzazione

11.3

Infrastrutture, Mobilità, Viabilità

11.4

Istruzione e Formazione

11.5

Ambiente, Sicurezza e Territorio

11.6

Semplificazione amministrativa e servizi comuni

11.7

Sport e Cultura